Confische per 10 milioni di Euro a Michele Pezone

Guardia di Finanza - Image Credits: ilrestodelcarlino.it
Guardia di Finanza – Image Credits: ilrestodelcarlino.it

Nei giorni scorsi è arrivata la confisca definitiva di 38 immobili a Mario Pezone, pregiudicato di origine campane ritenuto in costante contatto con esponenti del Clan dei Casalesi, all’interno dell’Operazione Coast to Coast.

La confisca è arrivata a seguito del pronunciamento della Cassazione, che ha rigettato i ricorsi della difesa sulla misura di prevenzione – che si è sviluppata parallelamente al processo penale – scattata nei confronti di Pezone.

I 38 immobili non si trovano in provincia di Rimini, ma sono ubicati nelle regioni Veneto, Lombardia e Campania.

Si legge dal sito giornale.sm:

In particolare, l’attività investigativa svolta dal Nucleo della Polizia Tributaria aveva permesso di accertare che il proposto:

– era in costante contatto con esponenti di un’associazione a delinquere di stampomafioso localmente denominata “Clan dei Casalesi” ed in particolare con il pregiudicato CECERE Paolo;
– era gravato da carichi pendenti, a seguito di indagini effettuate dalla G. di F. di Bologna e Rimini, per aver commesso delitti di estorsione ed usura nei confronti di imprenditori dell’Emilia Romagna e del Veneto, nonché per trasferimento fraudolento di beni a prestanome compiacenti;
– era titolare di beni mobili ed immobili in valore sproporzionato al reddito proprio e dei familiari conviventi, avendo dichiarato ai fini delle imposte sui redditi importi esigui, all’evidenza insufficienti a far fronte ai bisogni primari quotidiani e del tutto inadeguati a giustificare l’acquisto del rilevantissimo patrimonio immobiliare della sua famiglia;
– nel periodo in cui erano stati acquistati gli immobili, non percepiva, né dichiarava redditi e, pertanto, potevasi presumere in forza di legge che i denari utilizzati per l’acquisto dei cespiti non potevano provenire da fonti lecite.Per i motivi di cui sopra il Tribunale di Bologna, II Sezione Penale emetteva la misura di prevenzione patrimoniale richiesta, che il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Rimini eseguiva in data 14 maggio 2012.
Di particolare rilevanza giuridica si ritengono le dettagliatissime motivazioni riportate nel decreto di sequestro e confisca emesso dal Tribunale di Bologna nel quale si legge testualmente: “vi è quindi una rilevantissima sproporzione tra i redditi dichiarati da PEZONE Michele, dai familiari e dalle società riconducibili al prevenuto rispetto al numero, consistenza e valore degli immobili riconducibili ai medesimi”… ed ancora … “la Corte ha ritenuto la legittimità del provvedimento di confisca dei beni appartenenti al prevenuto che ne aveva giustificato il possesso dichiarando di averli acquistati con i proventi dell’evasione delle imposte sui redditi”.

 

 

Condividi il contenuto!



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *